Comunicati stampa

17 Febbraio 2012

Una fitta agenda per i No Debito

I No Debito confermano la loro agenda di iniziative per le prossime settimane. Lo hanno fatto in una conferenza tenuta oggi nella sede della Fnsi.

Netta e consapevole la valutazione sul grido che viene dalla Grecia dove "la brutalità dell'attacco serve soprattutto a mostrare al resto dei popoli europei quello che li attende, in termini di abbassamento drastico dei livelli di vita" affermano i No Debito "La protervia con cui non si ascoltano le proteste dei greci serve a scoraggiare in tutti gli altri paesi (prima fra tutti l'Italia) ogni speranza e ogni voglia di resistere alla violenza dell'attacco delle banche".

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17 Febbraio 2012

Servi con le banche, sprezzanti con chi lavora...

SERVI CON LE BANCHE

SPREZZANTI CON CHI LAVORA

Battute sprezzanti, prefetti "nervosi", manganellate frequenti e arresti di attivisti. Il rapporto tra il governo Monti e le contraddizioni della società italiana non è affatto idilliaco come vorrebbero far credere. Monti è stato salutato da (quasi) tutti come il salvatore della Patria, come colui che, chiamato dal presidente Napolitano, doveva salvare la nazione dal debito "sovrano"; ma è un debito che per il popolo ed i lavoratori italiani è da considerarsi illegittimo perché contratto da altri, dalle grandi imprese, dalle banche e dalla speculazione finanziaria, dal parassitismo delle forze politiche istituzionali. In realtà a tre mesi dall'insediamento del governo si vede che le politiche promosse riducono tutti i redditi da lavoro, limitano anche i consumi più indispensabili e deprimono ancora di più le possibilità di ripresa dell'economia.

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12 Febbraio 2012

Convocazione conferenza stampa

Il Patto fiscale europeo e la revisione dell'art.81 sono un pericolo.

Vogliamo decidere, vogliamo il referendum!

Il nuovo Patto Europeo "Fiscal compact"approvato il 30 gennaio a Bruxelles, impone all'Italia di abbattere il debito pubblico e di pagare in vent'anni circa 940 miliardi di euro, 47 miliardi ogni anno, vale a dire il 3% circa del PIL annuale. E' evidente che istruzione, previdenza, sanità, ammortizzatori sociali saranno cancellati. Ma il nuovo patto europeo impone anche che il pareggio di bilancio venga introdotto nella Costituzione modificandone l'art.81. Alla emergenza sociale si aggiunge dunque l'emergenza democratica.

Il Comitato nazionale No Debito ha lanciato una campagna che chiede al Parlamento di respingere il patto europeo e la revisione dell'art.81e di sottoporli a referendum prima di essere approvati.

Su questo è in corso una raccolta di firme pubblica in diverse città italiane dove sono nati i Comitati No Debito per chiedere il referendum.

Responsabili di questo grave attacco ai diritti sociali e alla democrazia sono il governo Monti e il Presidente della Repubblica Napolitano che ne condiziona e ne avalla le scelte. In tal senso esprimiamo solidarietà agli studenti e agli attivisti che a Bologna hanno espresso il loro legittimo dissenso dalle scelte del Presidente della Repubblica.

Il Comitato No Debito ritiene gravissimo il silenzio dell'informazione e la mancanza di una vera discussione pubblica sulle conseguenze del nuovo Patto Europeo che verrà imposto al paese e intende mettere in campo iniziative di protesta nelle prossime settimane.

Le valutazioni del Comitato No Debito e le iniziative in cantiere verranno illustrate in una conferenza stampa a Roma martedì 14 febbraio, alle ore 12.00 presso la Federazione Nazionale della Stampa (Corso Vittorio Emanuele 349)

Convocazione conferenza stampa

Il Patto fiscale europeo e la revisione dell’art.81 sono un pericolo.
Vogliamo decidere, vogliamo il referendum!

Il nuovo Patto Europeo “Fiscal compact”approvato il 30 gennaio a Bruxelles, impone all’Italia di abbattere il debito pubblico e di pagare in vent’anni circa 940 miliardi di euro, 47 miliardi ogni anno, vale a dire il 3% circa del PIL annuale. E’ evidente che istruzione, previdenza, sanità, ammortizzatori sociali saranno cancellati. Ma il nuovo patto europeo impone anche  che il pareggio di bilancio venga introdotto nella Costituzione modificandone l’art.81. Alla emergenza sociale si aggiunge dunque l’emergenza democratica.
Il Comitato nazionale No Debito ha lanciato una campagna che chiede al Parlamento di respingere il patto europeo e la revisione  dell’art.81e di sottoporli a referendum prima di essere approvati.
Su questo è in corso una raccolta di firme pubblica in diverse città italiane dove sono nati i Comitati No Debito per chiedere il referendum.
Responsabili di questo grave attacco ai diritti sociali e alla democrazia sono il governo Monti e il Presidente della Repubblica Napolitano che ne condiziona e ne avalla le scelte. In tal senso esprimiamo solidarietà agli studenti e agli attivisti che a Bologna hanno espresso il loro legittimo dissenso dalle scelte del Presidente della Repubblica.
Il Comitato No Debito ritiene gravissimo il silenzio dell’informazione e la mancanza di una vera discussione pubblica sulle conseguenze del nuovo Patto Europeo che verrà imposto al paese e intende mettere in campo iniziative di protesta nelle prossime settimane.

Le valutazioni del Comitato No Debito e le iniziative in cantiere verranno illustrate in una conferenza stampa a Roma martedì 14 febbraio, alle ore 12.00 presso la Federazione Nazionale della Stampa (Corso Vittorio Emanuele 349)

8 Febbraio 2012

Solidarietà con il popolo greco. Basta con i diktat dell'Unione Europea

Manifestazione all'ambasciata di Grecia, mercoledi 8 febbraio

Il Comitato No Debito convoca per mercoledi 8 febbraio alle ore 16.00 una manifestazione di solidarietà con il popolo greco davanti all'Ambasciata di Grecia a Roma (via Mercadante).

L'ennesimo diktat che Unione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale stanno imponendo alla Grecia, sarà un ulteriore passo nella macelleria sociale che sta distruggendo il paese e portando la gente alla disperazione.

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20 febbraio. Riunione No Debito a Firenze

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I nostri punti prioritari

1

Non pagare il debito, colpire la speculazione finanziaria, nazionalizzare le banche

2

Drastico taglio alle spese militari e cessazione di ogni missione di guerra

3

Giustizia e diritti per tutto il mondo del lavoro

4

I beni comuni per un nuovo modello di sviluppo

5

Una rivoluzione per la democrazia

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